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REPORT 1Q-2024 - Dati economici e immobiliari

Situazione generale

Rispetto alla chiusura del 2023, il quadro macroeconomico del primo trimestre del 2024 non ha registrato particolari cambiamenti.

I maggiori conflitti in corso a livello globale non mostrano segnali di rallentamento, mentre i tassi di inflazione hanno mantenuto la tendenza di fine 2023, facendo segnare un assestamento su livelli ancora lontani dall’ideale 2%. Le economie mostrano quindi una resistenza importante alla politica di rialzo dei tassi portando le banche centrali a posticiparne il ribasso.


Un po’ di numeri

Il tasso di inflazione in Italia nel mese di febbraio si è attestato allo 0,75% e viene rivisto in leggero rialzo (stima preliminare 1,26%) per il mese di marzo. Il dato per gli Stati Uniti parla invece di un’inflazione ancora vicina al 3,5%, dato che, come accennato, ha portato la FED ad assumere una posizione più difensiva rispetto al contrattacco lanciato sul finire del 2023 quando aveva preannunciato il taglio dei tassi di interesse di 75 bps durante l’anno in corso. Quanto al Regno Unito, il tasso di inflazione registrato a febbraio è sceso ai minimi da settembre 2021 assestandosi al 3,4% dal 4% di gennaio.

In termini di crescita economica, i dati ufficiali per il 2023 segnano un incremento del PIL pari allo 0,9%, mentre le stime per il 2024 si arrestano al +1,0% per il governo italiano e al +0,6% secondo gli studi della Banca d’Italia; ad ogni modo superiore a quello previsto per la media europea. Si prevede poi in notevole ribasso il tasso di inflazione che per il 2024 dovrebbe assestarsi all’1,3%. Una particolare attenzione sarà poi da porre sugli effetti del taglio dei bonus legati all’edilizia imposto dal governo.

Gli Stati Uniti hanno fatto rilevare un incremento del proprio PIL per il 2023 pari al 2,5%, per l’area Euro il dato si è assestato allo 0,4%, mentre per il Regno Unito si è registrata una contrazione dello 0,2%.


Il mercato immobiliare

L'analisi dei dati al quarto trimestre 2023 conferma la tendenza anno su anno mostrata durante tutto il periodo: un calo generalizzato nel numero delle transazioni immobiliari residenziali e numeri più enigmatici per le transazioni di immobili commerciali per cui il dato nazionale risulta positivo, al contrario di quello regionale e di quello dell’area milanese.

Rispetto al 2022, le compravendite residenziali hanno evidenziato un calo del 9,7% in ambito nazionale, dell'8,9% in Lombardia e del 10,5% nell'area metropolitana di Milano. Anche il dato che compara i singoli trimestri di chiusura dei due anni, mostra un andamento in linea con questi dati.

Il calo piuttosto deciso è dato dal decremento delle compravendite con mutuo, inevitabile frutto della politica di aumento dei tassi di interesse.

Il numero delle transazioni di immobili non residenziali (uffici, banche, negozi, centri commerciali, alberghi e immobili produttivi)

invece, ha mostrato un lieve incremento dell’1,8% su scala nazionale, un -3,2% in ambito regionale e una ben più decisa contrazione a Milano e provincia (-9,7%). Tuttavia, i dati tra i due ultimi trimestri del 2023 e del 2022 evidenziano una crescita in tutti e tre i casi. Detto che Milano e la Lombardia avevano registrato cali contingentali importanti ad ogni trimestre, l’andamento

del mercato su scala nazionale aveva avuto un andamento più lineare; seppure è vero che tanto per il mercato residenziale come per quello degli immobili commerciali l’ultimo trimestre dell’anno è molto spesso il più attivo, la comparazione tra gli ultimi trimestri degli anni scorsi potrebbe lasciare intravedere qualcosa di confortante.

La risposta arriverà nei prossimi mesi, seppure i primi dati del 2024 dovrebbero confermare il rallentamento, almeno per il mercato residenziale. All’interno del Rapporto sui Mutui Ipotecari 2023 dell’Agenzia delle Entrate, che esamina il mercato 2022, si evidenzia un calo del 4% degli atti ipotecari.

Il numero dei permessi di costruire parrebbe confermare la stessa tendenza del numero delle transazioni: in calo per i fabbricati residenziali (-7,2% nell’intero 2023 sul 2022) e in crescita per quelli non residenziali (+4,9% nel 2023).

Il decreto legge emanato durante questo trimestre dal governo in m

ateria di agevolazioni fiscali riguardanti l’edilizia che blocca le misure introdotte dopo la pandemia per rilanciare l’economia, potrà avere un impatto importante su questi dati.



Fonti dei Dati: Agenzia delle Entrate, ISTAT e tradingeconomics.com

Elaborazione: Darian RE



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