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REPORT 3Q-2025 | Dati economici e immobiliari

  • Darian RE
  • 30 ott 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Situazione generale

Il quadro macroeconomico nel terzo trimestre del 2025 ha mostrato forti segnali di fragilità. I principali blocchi economici hanno rallentato il loro progresso e così a luglio il fondo monetario internazionale ha rivisto la crescita economica mondiale al 3%. Le principali cause di questo rallentamento sono certamente il persistere delle tensioni commerciali e il permanere di politiche monetarie piuttosto restrittive.

Negli Stati Uniti la FED ha mantenuto un approccio prudente anche per l’impatto dei nuovi dazi sulle importazioni e ai timori di nuove pressioni inflazionistiche; nella zona Euro è persistit

a una bassa crescita con un’inflazione che, seppure in calo, resta superiore agli obiettivi di alcune banche centrali.

Sul piano geopolitico, il periodo è stato segnato dal protrarsi dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente, con ricadute sulla sicurezza energetica e sul commercio. Mentre si cercano segnali di pace o quantomeno di tregua, nel mondo pare insinuarsi un processo di polarizzazione globale che ridisegna alleanze, flussi commerciali ed economici.

In questo clima di elevata incertezza è suggeribile che le imprese mettano in atto un approccio attento che consideri ognuna delle variabili in gioco. Soprattutto nell’ambito finanziario, quello che per primo riceve eventuali scossoni dovuti al rivoluzionarsi delle condizioni macroeconomiche e geopolitiche, è necessario mantenere i nervi saldi.  

 

Un po’ di numeri

Dopo che nel terzo trimestre la crescita del PIL si è assestata allo 0,4% anno su anno, l’economia italiana mantiene una previsione di crescita dello 0,6% per il 2025 a fronte di quella prevista per la zona Euro dell’1,2%. I dati sull’inflazione italiana mostrano una stabilità che ha portato il dato ad assestarsi all’1,6, inferiore a quella della zona Euro e a quella dell’economia americana assestatasi al 3%, non ancora ai livelli desiderati. Per questa ragione, la FED è tornata a tagliare i tassi durante il trimestre, ma solo di 25 bps, portando il tasso di riferimento al 4,25%; lo stesso ha fatto la Bank of England durante il mese di agosto (tasso attuale al 4%).

I dati riguardanti il tasso di disoccupazione in Italia spingono all’ottimismo.  Rispetto al trimestre precedente la disoccupazione cala in tutte le fasce d’età e in tutte le aree esaminate assestandosi al 5,6% tra la popolazione tra i 15 e i 74 anni (dati Istat).


Il mercato immobiliare

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Sebbene la BCE non si sia prodotta in ulteriori tagli del costo del denaro, la stabilità attualmente in atto ha continuato a beneficiare il mercato immobiliare italiano. Il numero delle compravendite residenziali ha segnato un incremento superiore all’8% nel 2Q-2025 (ultimo dato disponibile) rispetto allo stesso trimestre del 2024, mentre, considerando l’intera prima metà dell’anno, è aumentato del 9,5% in ambito nazionale, del 9,6% in Lombardia e quasi del 10% nella città metropolitana di Milano.


In questo contesto economico sono aumentate le compravendite effettuate con l’aiuto di un’ipoteca bancaria. In ambito italiano nel 2Q-2023 le compravendite residenziali effettuate da persone fisiche erano state il 40,1% del totale, nel 2Q-2024 il 41,4% e nel secondo trimestre del 2025 sono salite al 45,9%. Gli incrementi restano piuttosto marcati anche restringendo l’analisi alle compravendite residenziali in Lombardia e nella provincia di Milano.

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Nei primi 6 mesi dell’anno le compravendite di immobili nuovi hanno rappresentato il 5,5% del totale delle transazioni.


Il numero dei fabbricati per cui è stato rilasciato un permesso di costruire è diminuito del 12% rispetto a 365 giorni fa per le costruzioni residenziali e del 7% per quelle commerciali.

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La misurazione dei prezzi fatta da ISTAT per mezzo dell’indice IPAB, ha rilevato  un aumento dei prezzi del 2,7% tra il 2Q-2025 e il 1Q-2025, mentre immobiliare.it rileva un incremento del 2,57% e del 6% dei prezzi richiesti rispettivamente per immobili residenziali in vendita e in locazione tra settembre 2024 e settembre 2025.


L’analisi delle compravendite di immobili commerciali mostra un aumento nel numero delle transazioni rispetto allo stesso trimestre del 2024 (+5,5%), tuttavia, complice un primo trimestre meno positivo, il primo semestre 2025 registra un incremento inferiore rispetto ai primi mesi del 2025 in ambito italiano (+4,3%) e addirittura un andamento negativo per le compravendite avvenute in Lombardia e nel capoluogo. 

 


Fonti dei Dati: Agenzia delle Entrate, ISTAT, tradingeconomics.com e immobiliare.it

Elaborazione: Darian RE



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